I ruderi del Parco archeologico di Selinunte, il più grande d’Europa, raccontano la storia di una delle più antiche e superbe cittadine della Sicilia antica. Fondata dai coloni di Megara Hyblea nel 628 a.C. e chiamata dai greci "Selinùs", deriva il suo nome dal sedano selvatico che ancora oggi cresce nella zona.

tempio dorico

I selinuntini erano da sempre nemici giurati della vicina città di Segesta e questo causò diverse guerre: il primo scontro avvenne nel 580 a.C., e Segesta ne uscì vittoriosa. Anni dopo, nel 415 a.C. Segesta chiese l’intervento di Atene contro Selinunte. Ma gli ateniesi presero come pretesto la richiesta per intraprendere una grande spedizione in Sicilia ed assediare Siracusa, la città più ricca dell’isola, alleata di Selinunte. I greci ne uscirono disastrosamente sconfitti.

tempio dorico

La battaglia decisiva, per Selinunte, avvenne nel 409 a.C. con l'intervento dei Cartaginesi che colsero di sorpresa la città, conquistandola e distruggendola, prima che potessero giungere i soccorsi dalle città amiche di Siracusa e Agrigento.

tempio dorico

Le rovine sopravvissute alle devastazioni danno vita ad uno dei siti più affascinanti di Sicilia, ma anche tra i più maestosi del mondo greco. L’area archeologica si distingue in due zone principali: l’acropoli, dove si trovano alcuni templi insieme ad altre costruzioni secondarie; e i templi orientali, che sorgono su una collina poco lontana.

tempio dorico

Qui potete trovare uno dei più grandi templi dell’antichità classica, dedicato ad Apollo, il dio tutelare dei Selinuntini, e il tempio di Hera, tra i migliori esempi di tempio dorico arrivati ai nostri giorni. Le sculture rinvenute negli scavi di Selinunte sono ospitate in gran parte nel Museo Nazionale Archeologico di Palermo. Fa eccezione l'opera più famosa, l'Efebo di Selinunte, che oggi è esposto presso la Casa del Viaggiatore, a due passi dall'acropoli. Il Parco archeologico è aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:00. Il biglietto costa 6€, il ridotto 3€. Sul posto sono disponibili navette e trenini elettrici per gli spostamenti tra i reperti archeologici.

 

 

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